Guardo le mie ragioni pugnalare i desideri
non ho mai avuto il gusto dell'orrido
ma questi macabri scenari mi appartengono.
Nei sogni c'è la discordia, la paura
-hai ragione tu-
di non riuscire a sentire le stesse cose
di non riuscire a sentire.
E infatti sono gelidamente immobile sotto le tue carezze,
pretendo con forza da me stessa quel poco di cuore che mi spetta,
ma ciò che veramente desidero
è tutto quello che non posso avere.
Che siano le distese d'asfalto che ci separano
che sia un metro o due,
sento la polvere nello stomaco,
basta lanciare gli occhi nel vuoto di questo primo inverno
riflettere e pentirmi
e capire che ho troppe cose per le mani
e che l'Amore non si può dividere
nonostante sia già in mille pezzi.
Sono incostante da tempi immemori,
mai con il cuore
eppure ti guardo appeso ai miei piedi
e non riesco a tenderti la mano
non riesco a prometterti che poche ore di leggera allegria
precisamente concordata,
senza doveri
senza invadenze,
Io che svendo i miei segreti e apro la mia fiducia
non riesco a farti entrare
perchè sei semplice
e le cose semplici non mi illudono più.

NON
SONO
PIU'
LA TUA
BAMBINA
Grazie per aver polverizzato quel poco che restava del mio cuore,
per aver raso al suolo quella mia stupida ostinazione
di credere
nell'Amore.
Per ogni respiro
spezzo mille sospiri.
Confondo impressione e idee
imprigionata da fili di emozioni annodate con sapiente cura.
Devo star zitta
non devo fidarmi
non devo aspettare
dovevo farlo prima.
Rimproveri e privazioni,
appuntamenti mancati col destino.
Perdo l'equilibrio anch'io,
mi cade la rabbia dal vassoio e schiaccia le speranze.
Mi manchi,
non riesco a prendermi,
questa non sono io.